Tempus fushit

Per anni, per non dire decenni, la mia ossessione è stato il “tempo soggettivo” rispetto all’oggettivo, ovvero la mia percezione del trascorrere dello stesso attimo rispetto a quello reale misurabile con un comune orologio.

La mia proverbiale impazienza, causa di mille problemi, è figlia della mia intolleranza alle attese altrui. Le persone come me non sono mai in ritardo. Molti che (ahimè…)  ho incontrato lo sono per definizione, per abitudine. Mi sono sempre consolato con l’idea che il mio senso del tempo è diverso da quello comune e che un minuto mio equivale ad almeno 5 di un altro”…

Ho scoperto che non è vero.

La risposta all’enigma era sempre stata lì, abbagliante nella sua semplicità, ce l’avevo davanti occhi oscurata dalla mia benevolenza nei confronti degli amici, fonte di ogni dispiacere e gioia, gli unici immuni alla mia maschera di crudele franchezza.

LA verità è che l’orologio è uguale per tutti, è il rispetto dell’attimo altrui che cambia.

Ora è assodato. Conclamato. Recepito. Archiviato.

Ergo, da oggi il Tempo è uguale per tutti.

Buon ascolto, buona visione, buona Primavera.